Quando sono nato
Mio padre, Giuseppe Sergio Pinardi, nato da Sante Pinardi e Bergamini Arpalice ad Ostiglia (MN) il 08 luglio 1918. Uomo , come una volta si soleva dire, "tutto d'un pezzo" , uomo di principi, dedito al lavoro e alla famiglia, di non molte parole.
Conobbe mia madre a diciannove anni lui e quattordici e mezzo lei, partì per il servizio militare di leva che aveva appena compiuto i venti due. Dopo sette mesi di leva tornò in licenza matrimoniale perché i segnali della seconda guerra mondiale diventavano sempre più incombenti e minacciosi e la sposò il 7 dicembre 1940. Dopo 13 giorni ripartì per il fronte e fece ritorno a casa solo dopo sette anni, gran parte dei quali passati in campo di prigionia sotto gli inglesi, alla fine della seconda guerra mondiale.
( non voglio fare polemica dopo tutti questi anni, ma ricordo con viva memoria, quando mi raccontava delle privazioni ed umiliazioni che aveva subito nei campi di prigionia dei tanto compassati " lord" inglesi!)

Mia madre Montagnini Maria, nata da Montagnini Licurgo e Pinca Caterina Alice a Melara il 11 febbraio 1922.
Aveva cominciato a lavorare nei campi a solo 12 anni, poi a 14 inizio a lavorare in fabbrica ad Ostiglia : Il Calzificio Malerba. Fece per 4 anni l'operaia e 5 anni la capo reparto ( a quei tempi si diceva "la maestra")
Con il primo bombardamento di Ostiglia fu, con tutta la famiglia, sfollata a Sustinente nel castello della Marchesa Trevanzoli. Qui assistette ad uno dei bombardamenti più intensi per via del fatto che nel castello, senza che nessuno lo sapesse, aveva posto la sua residenza per così dire, privata, il Feldmaresciallo Kesserling.
Mia madre è una donna che ha vissuto tutta la sua vita in funzione e per mio padre, unico uomo della sua vita. Ha un carattere gioviale che ben si rapporta con tutte le persone anche se riservata e a volte schiva.


Ultima, ma non ultima, mia sorella Luciana Pinardi, nata l' 11ottobre 1948 a Sustinente nel castello della marchesa Trevanzoli. Con otto anni più di me era ed è la mia sorella maggiore.
Carattere permissivo e paziente, ha sicuramente patito molte più privazioni di quanto io possa ricordare, erano tempi estremamente difficili, con poco lavoro e , sopratutto poco da mangiare. Nella prima infanzia non siamo stati molto assieme perché, quando ci siamo trasferiti a Milano, la casa che i miei genitori avevano ricevuto in funzione del lavoro che avevano trovato permetteva di poter ospitare, "per regolamento" un unico figlio, cos' io presi la strada del collegio, anche perché per poter andare all'asilo mi mancavano quasi due anni e lei, che era più grandicella fu subito, per dovuta necessità, posta in condizione di aiutare la famiglia.
Un ultima considerazione......è golosissima di dolci,e, anche ora che ha raggiunto un età matura, non ha rinunciato a questa incontenibile passione. Mia sorella sposò il compianto Paolo Pasqualetto, scomparso prematuramente nell'agosto 2009 da cui ebbe un figlio: mio nipote Luca con la sua compagna Catia.
Dalla parte di mia madre, come non ricordare suo padre, l'amato nonno Licurgo, compagno di tante serate passate ad ascoltare le sue avventure africane durante la prima guerra mondiale. Una figura molto importante nella mia crescita da cui ho imparato la voglia di vivere, l'incontenibile entusiasmo, la capacità di essere felice anche con il poco che allora avevamo. Golosissimo ed incontenibile estimatore della femminile beltade, una volta rimasto vedovo dalla nonna Alice, scomparsa dopo una lunga , snervante malattia.

Ma mia madre non era figlia unica ma la prima di quattro figli, oltre a lei due sorelle ed un fratello: Rina, Floride e lo zio Guido. La zia Rina, nella foto a destra con mia madre, ha, a sua volta, avuto una figlia, Adriana dal matrimonio con il defunto zio Gino Rossi. La zia Floride, sposata con il defunto zio Bruno Chiodi, ha avuto due figli: Gianni e Gianfranco. Lo zio Guido, anch'egli ahimè defunto, sposato con Franca Maccari, anch'essa ormai defunta, da cui ebbe due figli: Roberto e Roberta.(foto di destra)

Dalla parte di mio padre, ricordo con grandissimo affetto la zia Maria, sempre allegra e sorridente foriera di grande affettuosità ogni qual volta la si andava trovare a Schivenoglia, dove risiedeva. La zia Iride con il marito Vasco Zibordi, che non finiva mai di baciarmi e coccolarmi, anche se io, ai tempi, mal accettavo tutte quelle effusioni. Infine c'era mio zio Arrigo, il cui ricordo è legato al grande individualismo che lo caratterizzava, nonostante ciò abbia sempre recato grande dolore a mio padre. Ultima e più giovane sorella di mio padre la bella zia Lidia, scomparsa giovanissima dopo aver sposato Aristide Gariazzo e dopo aver dato alla luce l'unico figlio Marcello. In seconde nozze Aristide sposò Squara Nella (foto sotto alla destra di mia madre).
Per finire ricordo appena la bisnonna materna, Artenice de Vincenzi, di estrazione nobiliare, inesauribile devota al Sacro Cuore di Gesù e alla Madonna, rimase vedova giovanissima con l'onere di crescere i due figli Licurgo e Fernando.